Immerso nel verde e costeggiato dal fiume il campeggio gode di una splendida posizione


Campolongo-Casera Razzo-Forcella Valgrande

campolongo-forcellavalgrande Luogo di Partenza: Campeggio           
Lunghezza: 35 Km              
Dislivello: 1290 Mt                  
Difficoltà: Estremo         
Durata: 5h             
Quota Massima: 2045 mt.               

Si parte dal campeggio in direzione Campolongo, prima di entrare nel centro abitato del paese, in corrispondenza  del  ponte sul torrente Frison proseguire dritto seguendone l'argine sinistro.
La stradina che si imboccherà entrerà dopo un centinaio di metri in un prato dove vi sono delle strutture tra cui quella che era un tempo l'area dove sorgevano i campi da tennis del paese.
Attraversare tutto il prato sempre con il torrente alla propria sinistra e proseguire risalendo il fiume fino ad incrociare dopo circa 1km la strada sterrata che porta alla baita “Pian degli osei”.
Arrivati alla baita attraversare il parcheggio e prendere a sinistra per una strada chiusa da una sbarra.
Questa strada, comunemente chiamata strada della Salamora, sale inizialmente con strappi molto accentuati, sebbene il fondo sia asfaltato.
Dopo il primo tratto, la pendenza si fa meno accentuata e prosegue fino ad arrivare a congiugersi nei pressi di un ponte con quella che è la strada principale della Val Frison.
NOTE: In alternativa alla strada descritta fino ad ora è possibile da Campolongo prendere direttamente la strada principale che sale la val Frison senza optare per il passaggio alla baita Pian degli Osei e per la strada della Salamora. Il tracciato, sebbene meno caratteristico porta congiungersi in corrispondenza del ponte descritto precedentemente.
Proseguendo la salita, la valle si allarga, mostrando l'imponente monte Cornon sulla destra mentre sulla sinistra la Terza Grande e la Terza Media.
Dopo un tratto di falsopiano si attraversa un ponte dove, davanti a se si vedono i famosi tornantini della val Frison: una serie di 10 tornantini su asfalto che risalgono la valle formando un curioso effetto ottico alla loro vista.
Dal ponte precedentemente attraversato, è possibile scorgere alla propria destra la palestra di roccia frequentata dagli arrampicatori del posto ed anche l'accesso a dei forti costruiti dopo la prima Guerra Mondiale.
Al termine dei tornantini la valle si allarga ulteriormente e la strada diventa pianeggiante passando nei pressi del Rifugio Volontari Alpini.
Attraversati 2 ponti sul torrente Frison la strada riprende a salire.
Si tralasciano, proseguendo verso sinistra, nell'ordine due bivi: il primo è quello per Pian de Sire e il secondo è quello per Casera Campo, arrivando a Forcella Lavardet.
Da qui si incontra l'asfalto e si prende la strada che sale per circa 4,5Km a Casera Razzo.
Presso la malga, in corrispondenza della casera è possibile acquistare del formaggio e dei prodotti tipici della zona.
L'itinerario prosegue raggiungendo il Rifugio Tenente Fabbro, buon punto di sosta per rifocillarsi un po'.
Dopo aver preso nuove energie si hanno 4 possibilità: la prima è quella di ritornare per la strada dell'andata, la seconda è quella di prendere una variante che parte da dietro il rifugio e che porta a Casera Campo per poi riprendere più in basso la strada dell'andata, la terza è quella di scendere su asfalto passando per Laggio e incrociando successivamente la strada principale che porta ad Auronzo e Santo Stefano (sommando circa 28km) oppure seguire l'itinerario descritto qui sotto.
PREMESSA: quando si affronta quest'ultima variante si deve essere consapevoli che: ci saranno dei lunghi tratti da percorrere con la bici a mano, vi saranno dei punti leggermente esposti (attenzione a chi soffre di vertigini), ci sarà la discesa dalla forcella Valgrande molto tecnica, Quindi astenersi vivamente principianti della montagna e persone non dotate di scarpe da trekking con o senza aggancio per pedali.
Dopo tale premessa si prosegue la descrizione dell'itinerario che dal rifugio prosegue in direzione Laggio per circa 1Km dove si gira a destra in corrispondenza di una stradina che sale per circa 500mt su sterrato.
Ad un bivio tenere la sinistra e scendere verso forcella Losco.
Qui inizia il primo tratto da salire con la bici a mano: dalla forcella prendere il sentiero (segnavia 332) che sale verso sinistra passando ai margini del bosco..
Dopo circa 15-20 minuti di cammino si arriva ad uno spiano, luogo solitamente adibito al pascolo delle mucche, dove seguendo sempre il sentiero si arriva a forcella Camporosso.
Dalla forcella tralasciare il sentiero che sale verso i Monti Brentoni (segnavia 328) e contiuare il sentiero 332. In questo punto ci sarà da scavalcare con la bici un passaggio chiuso probabilmente per impedire alle mucce di spingersi verso luoghi impervi.
Proseguire il sentiero che, a tratti brevi e alterni, può essere pedalato. L'ambiente che si presenta in questi tratti fa valere la pena dello sforzo fatto: immersi in una natura selvaggia con la valle,  i costoni di roccia e pini mughi da attraversare fino ad arrivare alla forcella Valgrande.
Arrivati alla forcella conviene riposarsi e prepararsi per la discesa per la Valgrande verso Santo Stefano.
Il primo tratto della discesa fino alla casera Drota delle Pere è alquanto tecnico e costringe per alcuni tratti a scendere dalla bici, per la presenza di ghiaioni impraticabili.
Arrivati alla casera il sentiero si fa ciclabile e, seppur tecnico, permette di scendere rimanendo in sella.
Verso la fine della discesa si incontrano un paio bivi dove si tiene la destra e, ad un certo punto, in prossimità delle piste da sci parzialmente abbandonate di Santo Stefano si riprende la strada che porta al campeggio.